Caos Procure, Salvini: “Silenzio vergognoso sulle frasi di Palamara” 

Il caso – Sul fascicolo aperto a Perugia, il leader del Carroccio ai microfoni de La Verità si dice “tranquillo: “Non ho dubbi – spiega al giornale fondato da Maurizio Belpietro – che il giudice saprà distinguere tra un sequestratore di navi e un ministro che applica la legge per difendere il suo Paese“. Per l’ex ministro dell’Interno però “il problema non è Salvini, ma il cittadino italiano, che da oggi ha il diritto di pensare che non sarà giudicato in base alla legge ma in base alle simpatie e il colore politico”.  (“Ha ragione, siamo indifendibili, ma il ministro va attaccato”, questo il senso che emeregerebbe da quelle frasi). “È il silenzio degli indecenti” – commenta il leader della Lega, per bollare il comportamento dei media sulla vicenda delle intercettazioni dalle quali sarebbe evidente un attacco alla sua persona da parte di alcuni magistrati, tra i quali proprio l’ex presidente dell’Anm, Palamara.

 

La riforma della giustizia – “Mi ha impressionato il silenzio vergognoso e complice dei media italiani – conclude Salvini – timidi trafiletti sui giornali, qualche secondo dei telegiornali. Trovo che sia una complicità silenziosa. Ringrazio La Verità per lo scoop a nome dei 20.000 innocenti passati per il carcere, anche se quell’incapace del ministro Bonafede sostiene che in galera vanno solo i colpevoli. La giustizia va riformata e quando torneremo al governo ci concentreremo su questo”. Una riforma che, secondo il responsabile di via Bellerio, va fatta “per ristabilire i diritti degli italiani perbene. Un anno fa due bambini di 11 anni sono stati falciati dal Suv guidato da un mafioso ubriaco e drogato. Al processo, la richiesta è di 10 anni, significa che il colpevole fra tre anni è fuori. La vita di due bambini vale tre anni di pena? Mi sembra agghiacciante. Infine Matteo Salvini parla del colloquio con il Capo dello Stato: “Una telefonata lunga, il mio caso – spiega – ma non era certo l’unico tema”.

Apri l’articolo completo