Consigli al Pd per non regalare l’Italia a Salvini

Nicola Zingaretti, riporta l’Huffington Post, dice che «stiamo regalando mezza Italia a Salvini» e conferma che i leader politici che usano il plurale maiestatis, il Royal We degli inglesi, sono sempre da apprezzare perché dissimulando distacco in realtà raccontano la verità. Chi ha già regalato l’Italia a Salvini è il governo Conte: il governo Conte uno guidato da Salvini e il governo Conte due che per paura di Salvini mantiene i provvedimenti del Conte uno a guida Salvini.

Non risulta, infatti, che il governo Conte due, di cui il Partito democratico di Zingaretti è socio accomodante, abbia cancellato i decreti di sicurezza di Salvini né che abbia abrogato la principale misura economica di Salvini, quota cento, né che abbia accompagnato alla porta il presidente Rai in quota cene sataniche di Hillary Clinton e nemmeno che abbia cambiato il Tg2 tendenza Putin.

Ci sarebbero da aggiungere tutte le stravaganze grilline del Conte uno rimaste in piedi col Conte due, a cominciare da Conte, cosa per cui si potrebbe fare lo stesso articolo ma in chiave “Zingaretti dice che stiamo regalando mezza Italia a Beppe Grillo”, ma per facilitare la lettura restiamo sul punto Salvini.

Anche se sostenere in Puglia una specie di leghista del Sud nei giorni pari e di grillino del Tavoliere nei giorni dispari, uno che D’Alema aveva bonariamente definito «il nostro missino», come Michele Emiliano anziché un fior di progressista come Ivan Scalfarotto in effetti significa regalare l’Italia a Salvini, il quale in Puglia vincerebbe comunque vada a finire il conteggio dei voti tra il centrodestra e il centrosinistra.

Il governo Conte due è nato con un obiettivo programmatico minimo, quello di risparmiare all’Italia la tragedia di un paese governato da Salvini e dalle sue strampalate idee trumpian-putiniane di farci uscire dall’euro e di accelerare il declino e la decrescita. L’obiettivo minimo è stato raggiunto, grazie proprio al Partito democratico e agli altri due alleati democratici (Italia Viva e LeU).

L’Italia è faticosamente tornata europea, il sottosegretario salviniano che spingeva per inginocchiarsi a Pechino è stato esodato, a Bruxelles è andato Gentiloni invece di Giorgetti, a trattare i dossier delicati c’è Gualtieri anziché la banda di scalmanati no Euro. È davvero un grande risultato non essere Salvini.

Ma, adesso, per non regalargli l’Italia bisogna smantellare il salvinismo di governo, non prendere sul serio l’originario complice di Salvini a Palazzo Chigi, depotenziare i suoi alleati populisti e, soprattutto, cominciare a governare come una grande forza liberal progressista contemporanea e a immaginare l’Italia democratica del futuro.

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