Doppia preferenza di genere in Puglia, il Cdm vara decreto per il via libera

Toccherà al prefetto di Bari, Antonella Bellomo, quindi dare attuazione al decreto del governo e inserire la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese.

 

E’ la prima volta che accade nella storia della Repubblica italiana e il centrodestra, con i leader nazionali Meloni, Salvini e Berlusconi, parla di un “precedente pericoloso”. Per il governatore pugliese, Michele Emiliano, che ha partecipato a Roma a una parte del Consiglio dei ministri, invece, “la cosa più importante è avere raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissi”. “Non c’era più tempo purtroppo per riconvocare il Consiglio regionale – dice – ma nella sostanza il provvedimento del governo riassume le posizioni di tutti ed equipara la legge pugliese a quella delle altre regioni e dei comuni”.

 

Varato il decreto, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rivolto un appello “a tutte le forze parlamentari, senza distinzioni tra maggioranza e opposizioni: sarebbe davvero un bel segnale che il decreto-legge appena approvato dal Consiglio dei ministri riunito in seduta straordinaria fosse convertito in legge all’unanimità dal Senato e dalla Camera dei Deputati”. “Oggi – ha aggiunto – abbiamo scritto una nuova pagina nella storia italiana dei diritti politici e, in particolare, dei diritti delle donne”.

 

Ma il candidato pugliese del centrodestra, Raffaele Fitto, già in giornata aveva parlato di possibili ricorsi. “In Puglia si sta giocando con le istituzioni, piegandole ad interessi di una parte politica – dicono in una nota Meloni, Salvini e Berlusconi – Per responsabilità del presidente uscente, il consiglio dei ministri si è preso la responsabilità di scrivere un provvedimento che rischia di compromettere il libero esercizio del voto in Puglia e rappresenta una gravissima ingerenza politico-elettorale. Il rischio evidente è quello di creare un precedente pericolosissimo ed un incidente istituzionale finalizzato a far saltare le elezioni”.

 

Per tutta la giornata c’era stata da parte dei partiti una rincorsa a chiedere la convocazione urgente dell’Assemblea regionale ma dopo trattative e dialoghi a distanza, nel pomeriggio e’ stato convocato un Cdm ad hoc. Tutto questo mentre Raffaele Fitto, a Bari, assieme al senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa insisteva per un ritorno in Consiglio regionale: “Siamo disponibili a votare in un minuto il disegno di legge sulla doppia preferenza di genere proposto da Michele Emiliano, perche’ dobbiamo farci commissariare dal governo nazionale?”, le sue parole in mattinata.

 

Per tutta la giornata ci sono state interlocuzioni, sia a livello nazionale che in Puglia, tra centrosinistra e centrodestra per trovare un accordo in particolare sull’obbligo di inserire nelle liste massimo una proporzione di genere di 60/40 dei candidati . Il decreto agisce modificando il Dl 20/2016 e in particolare aggiungendo due commi. Il primo esplicita che il mancato recepimento delle norme sulla promozione della pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive “integra la fattispecie di mancato rispetto di norme di cui all’articolo 120 della Costituzione e, contestualmente, costituisce presupposto per l’assunzione delle misure sostitutive ivi contemplate”.

 

Il decreto dispone l’applicazione in Puglia della doppia preferenza di genere e il rispetto dei “criteri di parità” nella formazione delle liste, pena l’intervento dell’Ufficio centrale circoscrizionale. Il principio richiamato dal Dl, proposto dal ministro dem per gli Affari regionali, Francesco Boccia, e dalla ministra Iv delle Pari opportunità, Elena Bonetti, è quindi quello della “tutela giuridica dell’unità della Repubblica”. “Dopo cinque anni di tentativi di convincere il Consiglio Regionale della Puglia – ha commentato Emiliano – oggi il nostro impegno programmatico si è realizzato grazie al Governo della Repubblica. Oggi davanti al Consiglio dei Ministri che mi ha convocato allo scopo, ho potuto finalmente esprimere il mio pieno consenso all’introduzione della doppia preferenza di genere nella legislazione pugliese”.

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