Il gran discorso di Di Maio a Pratica di Mare (ma che avrà voluto dire?)

L’incredibile discorso del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a Pratica di Mare, durante il quale ha ringraziato i paesi stranieri che hanno donato, o ci hanno lasciato acquistare, mascherine e materiale ospedaliero ma che, secondo il responsabile della Farnesina, «ci stanno permettendo di esportare quello che acquistiamo con contratti a prezzo di mercato».

Abbiamo interpellato diversi analisti, ma nessuno ci ha saputo spiegare il senso della dichiarazione di Di Maio che, letteralmente, ha ringraziato i paesi stranieri perché prima ci vendono le mascherine e poi perché se le ricomprano. Sarà per questo che noi poi non le troviamo in farmacia?

Qui di seguito, la trascrizione delle dichiarazioni di Maio, una specie di rap della mascherina, dal notevole flow.

«È logico che abbiamo avuto aiuti ma abbiamo avuto bisogno di comprare all’estero. E se abbiamo potuto comprare all’estero con contratti a prezzo di mercato è stato grazie al fatto che abbiamo potuto avere dai governi dove siamo andati a comprare anche la possibilità di esportare i prodotti che acquistavamo. C’è gente che in questo momento fa polemica per i soldi che stiamo spendendo nell’andare ad acquistare mascherine e ventilatori all’estero. Bene, io voglio dire che non solo non è il momento delle polemiche, ma senza gli acquisti dall’estero sarebbe impossibile fronteggiare il fabbisogno che arriva a oltre 100 milioni di mascherine al mese. E un fabbisogno di ventilatori e aiuti che richiede questo genere di aiuto. Io ringrazio tutti i gioverni che ci stanno aiutando, non lo dimenticheremo. Li terremo nel nostro cuore e li terremo bene a mente. Perché sono i Paesi che non solo ci stanno mandando aiuti, ma che ci stanno permettendo di esportare quello che acquistiamo con contratti a prezzo di mercato».

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