Inps: bonus partita Iva anche a cinque deputati | E’ polemica sugli onorevoli “furbetti”

A norma di legge, spiega La Repubblica, i cinque “furbetti di Montecitorio'”, come il quotidiano li definisce, sono tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti e co.co.co. Così, come altre categorie di lavoratori autonomi, avevano dunque diritto all’indennità.

 

Sui social esplode la polemica. I cinque deputati hanno ritenuto che durante l’emergenza i 12.439 euro di stipendio netto guadagnati ogni mese dalla Camera non fossero sufficienti. Né i privilegi e i benefit di cui godono: dalle agevolazioni bancarie alla possibilità di viaggiare gratis, qualsiasi mezzo scelgano – treno, aereo o nave che sia – a spese del contribuente. “Troppo poco o comunque non abbastanza per i furbetti di Montecitorio”, sottolinea La Repubblica.

 

Ronzulli: chiedano scusa e restituiscano i soldi – “Se confermato che cinque parlamentari hanno chiesto il bonus per le partite Iva in difficoltà, questo sarebbe semplicemente uno scandalo. E’ inaccettabile che mentre le famiglie non sapevano come fare la spesa e molte attività chiudevano, qualcuno, con lo stipendio garantito, senza avere accusato perdite, abbia pensato di approfittarsi dell’emergenza Covid togliendo soldi a chi ne aveva realmente diritto e, soprattutto, bisogno”. E’ duro il commento della vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli, alla notizia dei cinque onorevoli “furbetti”.

 

“Ci aspettiamo – continua in una nota – un sussulto di dignità: i deputati di cui parla l’Inps chiedano scusa e, se li hanno presi, restituiscano immediatamente i soldi. Diversamente non si lamentino se i cittadini hanno sempre meno fiducia nella politica e si ingrossano le file dell’astensione e dei voti di protesta”.

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