Matteo Salvini ora vuole la «rivoluzione liberale»

In un’intervista al Corriere della sera, il leader della Lega Matteo Salvini annuncia l’incontro di oggi con Giorgia Meloni e Antonio Tajani «per cominciare a ragionare sul futuro» del centrodestra dopo i risultati delle ultime comunali. Come? «Vanno allargati i confini del nostro perimetro politico coinvolgendo imprenditori e professionisti. Ho in testa un modello preciso», dice.

E il modello preciso, per Salvini sono le Marche, «dove il centrodestra ha vinto dopo 50 anni e la Lega è diventata il primo partito in Consiglio regionale. Lì siamo stati capaci di creare un mix che è stato apprezzato dagli elettori». Fa l’esempio di Macerata: «Abbiamo vinto schierando un professionista non iscritto. Cerchiamo di essere meno gelosi di chi ci può aiutare».

Il capo leghista aspira «a una Lega più presente nei mondi esterni alla politica. Bisogna parlare con i professionisti e le imprese. Nei capoluoghi dobbiamo essere più presenti». E lo stesso vale per il centrodestra, spiega: «Ascoltare e coinvolgere. Nella partita delle grandi città vogliamo vincere ovunque. Nell’incontro di domani (stamattina, ndr) inciterò a fare quello scatto in avanti che anche in queste Regionali abbiamo faticato a fare».

Salvini racconta di aver incontrato l’ex presidente del Senato Marcello Pera, tra i fondatori di Forza Italia: «L’ho incontrato più volte insieme ad altre teste pensanti. Abbiamo bisogno di cervelli per ragionare sul futuro, come fece a suo tempo Berlusconi». Le idee di Pera sono stimolanti, dice: «Condivido l’idea della necessità di una rivoluzione liberale. Abbiamo bisogno di liberare energie, di sfruttare le potenzialità degli italiani. E non pretendo di essere da solo in questo impegno. Sto lavorando anche con Forza Italia». Ogni settimana «incontrerò una categoria».

E sul ruolo di Giovanni Toti in questa nuova formazione: «È appena stato rieletto a furor di popolo per governare per cinque anni la Liguria».

Quanto al rapporto con Bruxelles, Matteo Salvini aggiunge, che al contrario di quel che si pensi, la Lega dialoga con l’Europa «senza dirlo in giro. D’altra parte, voi pensate che si possa vincere con il 75% in Veneto senza un confronto continuo con le principali cancellerie europee? Governiamo in 14 Regioni su 20, non siamo marziani».

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