Scuola, scoppia la polemica per i mono-banchi da 300 euro: c’è esposto sui costi

Esposto del Codacons Non solo promesse di interrogazioni parlamentari, contro i mono-banchi il Codacons ha annunciato un esposto alla magistratura contabile “affinché si faccia chiarezza su tutti gli aspetti dell’appalto del Miur. Vogliamo capire se vi sia stata una regolare gara e come sia stata individuata la società che dovrà fornire i nuovi banchi. E’ necessario inoltre appurare se la spesa a carico della collettività sia congrua e proporzionata o se, al contrario, vi siano stati sperperi di fondi pubblici”.

 

Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, l’esposto all’Anac serve a verificare la sussistenza di potenziali conflitti di interesse: “Se emergeranno irregolarità o aspetti poco chiari, non esiteremo a chiedere il blocco dell’appalto, a tutela degli interessi della collettività”.

 

Azzolina: “Banchi singoli necessari per il distanziamento” Il ministro Azzolina, a margine della sua visita all’istituto comprensivo Riccardo Massa di Milano, ha detto che “i banchi sono singoli e al momento sono quelli che ci garantiranno maggiore distanziamento ma in futuro permetteranno l’avvicinamento, cioè di avere un’innovazione didattica che permette agli studenti di lavorare in gruppo”.

 

Quanti ne servono? “Stiamo facendo le rilevazioni, le abbiamo fatte prima con l’ufficio scolastico regionale. E adesso anche con i dirigenti scolastici. Stiamo distinguendo per la scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado”, ha sottolineato l’Azzolina. Le scuole hanno tempo fino al 24 luglio per avanzare le richieste del loro fabbisogno.

 

Ma è polemica anche per le supplenze Sull’assegnazione delle supplenze, invece, il ministro ha spiegato che “qualcuno vuole far credere che daremo le cattedre a chi non sa insegnare e non ha titolo a farlo. Niente di più falso. Voglio rassicurare tutti, soprattutto le famiglie: stiamo facendo l’esatto contrario”.

 

“Fino ad oggi accadeva che le supplenze potessero andare a chiunque, anche a chi non era minimamente formato, attraverso le cosiddette Mad, le messe a disposizione. Si presentava un curriculum a scuola e avveniva la chiamata – ha proseguito -. Noi stiamo cambiando sistema. Per infanzia e primaria i contratti a tempo determinato, perché di questo stiamo parlando, andranno prima a chi è abilitato, e dopo, in subordine, a chi si sta laureando in Scienze della formazione primaria”.

 

“Si tratta della laurea che abilita all’insegnamento proprio per questo grado di scuola e durante la quale si fanno anche specifici percorsi di tirocinio. Parliamo quindi di giovani preparati, perché già in possesso delle competenze derivanti dallo svolgimento del tirocinio. Ci rimproverano per questo?”, ha concluso.

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