Sindaco di Roma, Raggi incassa l’ok di Grillo, Centrosinistra in alto mare

“Sto facendo altro, sono impegnato con Azione”, prosegue. E sulla ricandidatura della Prima cittadina, Virginia Raggi, da lui definita la “seconda ondata’” afferma: “Mi riferivo agli effetti nefasti che produrrebbe sulla città. Mai vista una politica più incapace”, sottolineando, per quanto riguarda i voti che prenderebbe “non più del 10%. I romani le preferirebbero persino un laziale”. “Probabilmente – aggiunge – è una mossa per ottenere qualcosa in cambio. Tipo andare al governo”.

 

Parole sferzanti che però non intimoriscono la Raggi che, incassato il “daje” di Beppe Grillo, è pronta a convincere i duri e puri del M5s che sembrano aver mal digerito la deroga al secondo mandato per la sindaca di Roma. Anche se l’ultima parola spetterà comunque alla base, con un voto sulla piattaforma Rousseau che potrebbe svolgersi in tempi record. La Raggi sembra al momento non avere avversari credibili provenienti dal Centrosinistra. Il Pd deve incassare il no Enrico Letta. Manca al momento un candidato forte insomma.

 

A Nicola Zingaretti  i suoi chiedono comunque di preparare un’alternativa forte, con un nome che unisca il mondo progressista con quello del centrosinistra, ecologista e riformista per dare battaglia non solo ai Cinquestelle ma anche al centrodestra. Il segretario Pd però ha poco tempo e i nomi eccellenti paiono scarseggiare. Ad oggi dopo l’indisponibilità palesata da Enrico Letta (“Non sono romano, non mi candido”), si guarda a David Sassoli che tace ma non si è formalmente tirato indietro. Il suo è un “nì”, forse strategico per non farsi bruciare a un passa dalla candidatura ufficiale.

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