Sono cadute le accuse di corruzione per Luca Palamara, ma ormai il Trojan ha fatto i suoi danni

Roberta Jannuzzi, che conduce Stampa e Regime su RadioRadicale, si è accorta della notizia che potete trovare nel rettangolino a destra in basso sul Corriere della Sera.

Quel che dice è chiaro (sono cadute le accuse di corruzione per Palamara) e meriterebbe un titolo più evidente. Strano, è uno scoop, e viene relegato in un angolino?

Ma quel che non dice meriterebbe il titolo di apertura in prima pagina.

Perché? Perché senza l’accusa decaduta di corruzione i Pm che hanno condotto l’inchiesta non avrebbero potuto attivare la microspia ambientale, detta Trojan, che ha tracciato tutti gli incontri, le telefonate, le chat eccetera di Palamara.

Grazie ai quali è caduto il velo su ciò che tutti intuiscono da decenni, il traffico di accordi scambi e veti che portano le correnti della magistratura a spartirsi le nomine negli incarichi più delicati. Un bel troiaio insomma.

Così fan tutti, direte, ma forse qualcuno aveva interesse a mettere alla gogna Palamara e i suoi amici per liberare spazio per altri? No, certe cose non si fanno, e tutti i magistrati sono al di sopra di ogni sospetto (tranne Palamara).

Che fortuna quel sospetto di corruzione, però.

Ps. Può capitare a tutti noi, cari italiani. Il Movimento 5 Stelle ha affidato la polizia politica (Stasi si chiamava della Germania Est) ai Trojan, contando sull’idiozia dei suoi collaboratori di governo.

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